CANTAUTORE · SCRITTORE · UOMO DI TEATRO
MAX MANFREDI

PREMIO TENCO 2026
Un riconoscimento che hanno avuto prima di lui artisti come Tom Waits, Nick Cave, Chico Buarque de Hollanda, Paolo Conte.
Max Manfredi è un outsider riconosciuto tra migliaia di cantautori italiani.
Per molti, una specie di patrimonio dell’UNESCO, un presidio del modo eterno e sempre nuovo — non necessariamente attuale — di leggere questa disciplina liminale che è l’esercizio della parola scritta e cantata.
In rete viene nominato da Meta, che conosce tutto il suo repertorio, come «uno dei più grandi cantautori italiani». Tuttavia è anche apprezzato da uomini, donne e bambini in carne e ossa.
Tra gli altri premi da lui vinti: Città di Recanati (ora Musicultura), Premio regionale ligure, Lunezia, Premio Civilia Brassens.
Due Targhe Tenco: una per la migliore opera prima nel 1990 e una nel 2009 per il miglior album in assoluto.
Che Fabrizio De André lo abbia detto «il più bravo di tutti» e abbia cantato «La fiera della Maddalena» in un suo disco, forse è notizia abusata, almeno nelle sue presentazioni e negli articoli su di lui.
Però è vero, come è vero che Faber avesse idea di produrlo, insieme ad altri cantautori allora «giovani».
In trent’anni e più di attività, Max ha fatto migliaia di concerti in Italia e, se capitava e capita, nel mondo: Francia, Germania, Turchia, Sudamerica.
Lo caratterizza una personale padronanza della chitarra, che senza essere virtuosismo si fa stile; una voce duttile, «colorata», a tratti dolce, a tratti sferzante, giocata su una tessitura resa ancora più ampia da un uso attento del microfono.
Una presenza, a volte schiva, a volte magnetica, a volte anche rabbiosa, ma sempre incisiva. E le ombre dei grandi poeti di sempre a tenergli il posto sul palco, tra i musicisti eccellenti che lo accompagnano in maniera personalizzata, vigile e divertita.
Max Manfredi non è né di moda, né datato.
Sfugge a ogni tentativo di imprigionarlo in un periodo o in un solo stile.
Il suo pubblico di nicchia è assolutamente trasversale, sia per quanto riguarda l’età, sia rispetto all’estrazione sociale o alla cultura — o alle culture — di chi ascolta.
Max non ha un «target».
Il suo pubblico è fatto da chi sa ascoltare.
«MAX MANFREDI ASSOMIGLIA DANNATAMENTE A SE STESSO.»
Flavio Brighenti, Il Secolo XIX, anni fa
MUSICA ANTICA E DIDATTICA
Max ha studiato ed eseguito musiche folk italiane e repertorio medievale, specialmente monodico e profano.
Ha svolto e svolge una lunga attività didattica, lui che non voleva insegnare:
• Lezioni su «Musica antica e società» nelle scuole di Milano con l’Accademia Viscontea, per tredici anni.
• Attività pluriennale e corsi sulla canzone d’autore nell’Università per stranieri in Villa Durazzo, a Santa Margherita Ligure.
• Seminari sulla canzone d’autore nelle scuole e all’Università di Genova.
CINQUE LIBRI
Come scrittore ha pubblicato cinque libri:
• Il libro dei Limerick, con Manuel Trucco
• Trita provincia
• Faustus, dramma teatrale
• Amorazzi, silloge in versi
• Nitrito in velocità, con Serena Giordano
SETTE DISCHI
Come cantautore ha pubblicato sette dischi:
• Le parole del gatto — 1990, Targa Tenco per la migliore opera prima
• Max — 1994
• L’intagliatore di santi — 2001
• Live in blu — 2004
• Luna persa — 2008, Targa Tenco 2009 per il miglior album italiano dell’anno
• Dremong — 2014
• Il grido della fata — 2021
“È il migliore di tutti”
FABRIZIO DE ANDRÉ
“Uno che non posso nemmeno limitare con il termine di cantautore”
ROBERTO VECCHIONI
UN PERCORSO TRA MUSICA E PAROLE
Trasversale, imprendibile sotto un’etichetta, vagabondo dalla musica al teatro, dalla letteratura alla didattica, Max Manfredi è un artigiano di musica e parole. Le sue canzoni raccontano viaggi, città e metropoli, storie d’amore e disincanto. Una musica onnivora, una presenza magnetica sul palco, un linguaggio che alterna ironia, visioni e invenzione poetica.
2026
UN RICONOSCIMENTO ALLA CARRIERA
PREMIO TENCO 2026 ALLA CARRIERA
Nel 2026 Max Manfredi riceve l’assegnazione del Premio Tenco alla carriera, uno dei riconoscimenti più prestigiosi nell’ambito della canzone d’autore. Il premio, deliberato dal Direttivo del Club Tenco, viene attribuito agli artisti che hanno offerto un contributo significativo alla canzone d’autore. Un riconoscimento a un percorso musicale e letterario costruito in oltre trent’anni di attività, tra ricerca poetica, originalità compositiva e indipendenza artistica. Max è tra i premiati della quarantanovesima edizione, insieme a Manuel Agnelli e Afterhours, Enzo Avitabile, Frankie hi-nrg mc e Paola Turci. La consegna del riconoscimento è prevista per il 24 ottobre 2026, sul palco del Teatro Ariston di Sanremo, nell’ambito della Rassegna della Canzone d’Autore intitolata quest’anno “Dio è morto”. Per Max Manfredi, già vincitore di importanti Targhe Tenco, il Premio alla carriera rappresenta un ulteriore riconoscimento del valore e della continuità della sua ricerca artistica.
2021–2022
IL GRIDO DELLA FATA
Il 7 dicembre 2021 Max Manfredi pubblica “Il grido della fata”, settimo album della sua discografia, per Maremmano Records. Il titolo rimanda all’universo poetico di Gérard de Nerval e suggerisce il carattere visionario dell’opera. Dodici canzoni compongono un percorso musicale che attraversa sogno, memoria, immagini letterarie e suggestioni fantastiche, senza perdere il legame con la tradizione della canzone d’autore. Accanto alla ricchezza dei testi, il disco presenta una ricerca sonora che combina strumenti acustici ed elettronica, archi, fiati e percussioni. Le atmosfere cambiano da un brano all’altro, alternando momenti intimi a soluzioni orchestrali e sperimentali. Nella realizzazione del progetto hanno un ruolo importante Marcello Stefanelli e Gabriele Santucci, con il contributo di Fabrizio Ugas alla produzione. Nel 2022 “Il grido della fata” entra nella cinquina delle Targhe Tenco, confermando l’attenzione della critica verso la ricerca artistica di Max Manfredi.
2014–2017
DREMONG E NUOVE PUBBLICAZIONI
Fra l’estate 2013 e l’inizio del 2014 lavora al progetto musicale “Dremong”, pubblicato il 1° settembre 2014 per Gutenberg Music, curato da Primigenia Produzioni con la collaborazione di Matteo Nahum, Elisa Montaldo, Fabrizio Ugas, Marco Spiccio e altri musicisti. Nel 2016 pubblica “Amorazzi. Liriche, invettive, satire e nonsense” per Editrice Zona. Nel 2017 esce “Trita Provincia – Audiolibro” per Liberodiscrivere, a cura di Federico Bagnasco, con la voce narrante di Max.
2008–2009
LUNA PERSA E LA TARGA TENCO
Nel 2008 prende parte a “Viaggiatori viaggianti” di Sergio Maifredi e mette in scena “Le vie del sale”, con Gianni Ansaldi. Il 26 settembre 2008 esce “Luna Persa”, pubblicato da Ala Bianca Group e distribuito da Warner. Fra le tracce bonus compare “La fiera della Maddalena”, cantata con Fabrizio De André. “L’ora del dilettante” diventa la sigla del MEI di Faenza. L’album riceve il Premio Lunezia Canzone d’Autore 2009 e, nell’autunno 2009, conquista la Targa Tenco come miglior disco dell’anno. Nel febbraio 2009 viene pubblicato “Nitrito in velocità” (M&M Edizioni), racconto per ragazzi con illustrazioni di Serena Giordano, ispirato a un dipinto di Fortunato Depero e accompagnato da un DVD con la lettura di Max. Proseguono i concerti nei teatri, nei festival e nei club, in Italia e all’estero.
2005–2007
RICONOSCIMENTI E CONCERTI INTERNAZIONALI
Nel 2005 riceve il Premio Lunezia, il Premio Lo Cascio e il riconoscimento come miglior solista italiano al MEI di Faenza. Il 24 maggio 2006 tiene un concerto all’Auditorium di Santa Cecilia di Roma, nella rassegna Generazione X, con ospite Daniele Sepe. Nello stesso anno presenta alla Galleria d’Arte Moderna di Genova “Batrax”, rilettura delle “Ranocchie turchine” del poeta futurista Enrico Cavacchioli. Si occupano di lui anche giornali, riviste e televisioni tedesche. Nel 2005 la Bayerisches Fernsehen trasmette uno speciale dedicato a Max, ambientato a Genova. Nel 2007 collabora con il Teatro della Tosse al recital “Poeti vs Cantautori”, con la regia di Tonino Conte. Si esibisce in Sardegna e compie un tour in Francia, Belgio, Svizzera, Germania e Turchia. È nuovamente ospite del Premio Tenco, dove presenta “Il regno delle fate”.
2000–2004
DISCHI, LETTERATURA E TEATRO
Nel 2000 è direttore artistico della Festa della musica di Genova e nel 2001 della rassegna “Via del canto”. Si esibisce anche all’estero, da Saint-Malo a Monaco e Berlino. Nel 2001 pubblica “L’intagliatore di santi”, terzo album della sua discografia. Nel settembre del 2002 viene invitato alla Biennale di Belém in Brasile, come rappresentante della musica italiana. Nello stesso anno pubblica “Trita provincia” per Liberodiscrivere e partecipa a letture teatrali di poesia, da Dante a Gozzano. Nel 2004 partecipa al Concerto del Primo Maggio al Palasport di Genova. Pubblica “Live in blu”, registrato a Milano, e presenta al Teatro Duse di Genova “I girovaghi sedentari”, con Andrea Nicolini. Collabora inoltre con l’Academia do Fado del chitarrista Marco Poeta, come coautore dell’album “Il poeta e la chitarra”, e scrive per Le Voci Atroci e Armando Corsi.
1990–1999
GLI ESORDI E L’INCONTRO CON DE ANDRÉ
Nel 1990 esce il primo album, “Le parole del gatto” (BMG Ariola / Cantare in Italiano), che si aggiudica la Targa Tenco per la migliore opera prima dell’anno. Nello stesso anno vince la prima edizione del Premio Città di Recanati, oggi Musicultura, con “Via G. Byron, poeta” e duetta con Sergio Endrigo nel 45 giri “Tango rosso”. Nel 1994 pubblica il secondo disco, “Max”, con la partecipazione di numerosi musicisti e di Fabrizio De André, che canta con lui “La fiera della Maddalena”. Sempre nel 1994 pubblica per Vallardi “Il libro dei Limerick”, scritto insieme a Manuel Trucco, con una postfazione di Stefano Bartezzaghi. Nel 1997 viene premiato dalla Regione Liguria come “Capostipite della nuova generazione dei cantautori genovesi”. Nel 1999 mette in scena “La leggenda del santo cantautore”, spettacolo-concerto su testi di Giampiero Alloisio. In questi anni si dedica ai concerti, alla musica medievale e folk e alla didattica. Collabora con La Rionda e con l’Accademia Viscontea diretta da Maurizio Padovan.
